L'Ipsema (Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo) è in procinto di adottare le necessarie procedure per garantire l'estensione della tutela dei lavoratori marittimi contro il rischio infortunistico derivante dagli atti di pirateria.
Lo scorso novembre il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza ( CIV) dell'istituto aveva invitato gli organi di gestione dell'ente a valutare gli effetti amministrativi ed economici derivanti dalla estensione della copertura assicurativa ordinaria contro gli infortuni ricomprendendovi gli atti di pirateria- Nel contempo aveva richiesto il parere del ministero del Lavoro sulla copertura del rischio assicurativo. La risposta del dicastero è stata positiva: «siamo soddisfatti - ha confermato il presidente del CIV, Giovanni Guerisoli - della conferma che il ministero del Lavoro ha fornito circa l'impostazione che il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza ha dato alla questione della tutela dei marittimi in caso di infortunio sul lavoro derivante da atti di pirateria». «I lavoratori - ha sottolineato Guerisoli - vanno tutelati sempre e comunque in qualunque situazione si dovessero trovare, a maggior ragione quando il rischio per l'incolumità personale diventa così alto come quando si è in presenza di assalti armati alle navi mercantili in transito in particolari zone».
Il CIV dell'Ipsema ha ricordato che il principio base a cui si fa riferimento è quello secondo il quale per la configurazione dell'occasione di lavoro (decreto del presidente della Repubblica n. 1124/1956 e sentenza della Suprema Corte n. 13599 del 11.06.2009) non è sufficiente che sussista la causa violenta e che tale causa abbia coinvolto l'assicurato nel luogo ove egli svolge le sue mansioni, ma è necessario che tale causa sia connessa all'attività lavorativa, nel senso cioè che inerisca a tale attività e sia almeno occasionata dal suo esercizio: tale fattispecie - ha evidenziato l'ente - è propria degli eventi collegati agli atti di pirateria.
Il CIV dell'Ipsema ha spiegato che il ministero del Lavoro fa riferimento inoltre alla possibilità che possano sussistere, accanto all'ordinaria assicurazione obbligatoria, anche forme di rischio che, per la loro incidenza in termini di intensità, gravità e frequenza, possono richiedere una disciplina differenziata.
Rinnovando, anche alla luce del citato parere ministeriale, l'invito agli organi di gestione dell'istituto ad adottare le opportune azioni gestionali per estendere la tutela assicurativa agli atti pirateschi, il CIV dell'IPSEMA ha precisato che, sulla base di dati statistici, potranno successivamente essere valutate eventuali maggiorazioni contributive.